venerdì 29 marzo 2013

L'INVERNO STA ARRIVANDO: Game of Thrones in 9 Minutes...


Aspettando il 31 marzo, data d'uscita negli Stati Uniti dell'attesissima terza stagione di Game of Thrones (titolo italiano: Il trono di spade), ecco un video che sintetizza in soli 9 minuti le prime due serie.
Un breve ma intensissimo viaggio che ci guida da Approdo del Re a Grande Inverno, fino alla Barriera e oltre...

giovedì 21 marzo 2013

"Aquadro", di Stefano Lodovichi



Aquadro è un film che nasce per il Web. Uno di quei progetti che tenta di aggirare la crisi profonda in cui è immerso il sistema produttivo-distributivo del nostro Paese, rinunciando alla sala per ricercare nuove forme di veicolazione che possano garantire al cinema italiano una visibilità maggiore rispetto a quella - piuttosto ridotta - dei circuiti festivalieri. Aquadro è soprattutto un film giovane. Non solo - e non tanto - perché getta il proprio sguardo sull'universo giovanile, tentando di comprendere quelle che sono le dinamiche relazionali della nuova generazione di adolescenti, ma soprattutto perché è pensato, progettato e realizzato da un cast tecnico e artistico la cui età media si aggira intorno ai trent'anni: dall'esordiente regista ventinovenne Stefano Lodovichi, al coetaneo sceneggiatore Davide Orsini, fino ai poco più che ventenni attori protagonisti Maria Vittoria Barrella e Lorenzo Colombi.

domenica 10 marzo 2013

PERSONAGGIO DEL MESE - Marzo 2013: Alfred Hitchcock


Manca poco meno di un mese all'uscita nella sale italiane dell'attesissimo film che porterà sullo schermo le vicende produttive di Psyco, uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. E la scelta del titolo di questo film non poteva essere più sintetica: Hitchcock. Un nome che è ormai molto più che un "marchio di fabbrica" e che è giunto forse al punto di evocare in sé con fulminante immediatezza un immaginario complesso e affascinante.
Per ingannare l'attesa, e consentire una piccola immersione in questo universo cinematografico, ho scelto di eleggere Alfred Hitchcock "Personaggio del mese" di Cineclash.

giovedì 7 febbraio 2013

Cineclash in riassestamento durante il mese di febbraio



Questi primi tre mesi di vita di Cineclash si sono rivelati per me fondamentali al fine di comprendere le necessità e le problematiche specifiche nella gestione di un blog. Sono giunto così alla conclusione che è assolutamente possibile - nonché necessario - estendere il raggio d'azione, così da includere nuove tematiche all'interno di questo spazio di discussione.

martedì 15 gennaio 2013

IN SALA - "La migliore offerta", di Giuseppe Tornatore


Giuseppe Tornatore ritrae lo sguardo dagli ampi squarci della Storia per ripiegare verso una situazione più intima e raccolta. Abbandona la coralità a favore dell'individualità. Con La migliore offerta il regista siciliano si discosta da Baarìa per riavvicinarsi a La sconosciuta, dimostrando forse - se ancora ce ne fosse stato bisogno - che è proprio all'interno di questa dimensione che il suo cinema riesce a esprimersi al meglio, senza restare imbrigliato nella maglie di uno stile pomposo che - per far fronte all'enormità di un contesto narrativo fuori portata - finisce per esibire se stesso, scadendo in un immotivato e sterile autocompiacimento.
Eppure c'è qualcosa che scricchiola anche in quest'ultimo film, come se il regista promettesse nei primi venti-trenta minuti molto più di quello che riesce effettivamente a mantenere.

mercoledì 9 gennaio 2013

PERSONAGGIO DEL MESE - Gennaio 2013: Roman Polanski


"Mi tagli un braccio, va bene, io dico 'me e il mio braccio'. Mi tagli anche l'altro braccio, io dico 'me e le mie braccia'. Togli il mio stomaco, i mei reni, ammesso che sia possibile, io dico 'me e il mio intestino'. Ora, se mi tagli pure la testa, che cosa direi? 'Me e la mia testa' o 'Me e il mio corpo'? 
Che diritto ha la mia testa di chiamarsi Me?"
(tratto da L'inquilino del terzo piano)

Con qualche giorno di ritardo presento il primo "Personaggio del mese" del 2013: Roman Polanski. Potrei tentare di abbozzare delle motivazioni che giustifichino questa mia scelta (prima tra tutte il fatto che Polanski compirà ad Agosto di quest'anno ottant'anni), ma il rischio sarebbe quello di incappare in inutili forzature. Il motivo è molto più semplice: rivedendo per caso in questi giorni due film come Rosemary's Baby e L'inquilino del terzo piano è riaffiorato in me tutto l'entusiasmo e l'amore che da anni nutro nei confronti di questo straordinario regista e - contemporaneamente - è emerso il desiderio di condividerlo con i lettori di questo blog.
Nel farlo non ho potuto non considerare il fatto che questa scelta possa essere considerata non proprio "politicamente corretta", dato che negli ultimi anni il nome di Roman Polanski è stato associato meno ai suoi film e più alle note vicende giudiziarie - iniziate nel 1977 e tornate alla ribalta in seguito all'arresto del regista in Svizzera nel 2010 - legate al rapporto sessuale che Polanski consumò con l'allora tredicenne Samantha Geimer. Credo, tuttavia, che si possa omaggiare senza remore il suo cinema operando al contempo una sorta di "sospensione del giudizio" sull'uomo, esimendomi dal sentenziare perché non ritengo che sia questa la sede opportuna e perché considero questa vicenda estremamente delicata, complessa e non perfettamente chiara in tutti i suoi punti.

lunedì 17 dicembre 2012

IN SALA - "Il sospetto", di Thomas Vinterberg



Moltissimo cinema contemporaneo ci ha abituato a rinunciare all'idea di una posizione unica e rigida nei confronti della storia che un film ci racconta o, detto in altri termini, ci ha ripetutamente posto di fronte a forme di narrazione complessa che rendono necessaria da parte nostra una continua reinterrogazione delle singole situazioni, per giungere a delle forme di verità sempre parziali e quasi mai definitive. Il punto di vista dello spettatore contemporaneo è qualcosa di fluido, continuamente riconfigurato nel corso della visione di un film.
Con Il sospetto, film presentato in concorso all'ultimo Festival di Cannes,  Thomas Vinterberg sembra andare programmaticamente controcorrente, mettendo lo spettatore nella condizione di conoscere fin da subito la verità - l'unica verità esistente - ma costringendolo, nonostante ciò, a fare i conti con delle forme altalenanti di partecipazione emotiva che lo portano a comprendere anche le ragioni di chi è (a sua insaputa) dalla parte del torto.