Si aprirà ufficialmente oggi la 7a edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Un'edizione attesa, perché contrassegnata da un rinnovamento da cui scaturisce (almeno alla vigilia) la speranza di un innalzamento di livello che da anni ormai si attende invano.
Il culmine di questo rinnovamento è rappresentato ovviamente dall'esordio di Marco Müller, che è approdato quest'anno a Roma dopo gli otto anni trascorsi a Venezia col merito di aver diretto alcune edizioni di altissimo livello del festival di cinema più antico del mondo.
In questi anni, infatti, la gestione di Müller nella città lagunare si è fondata su uno spiccato spirito di ricerca e su una curiosità nei confronti di nuove cinematografie nazionali che non sono mai venuti meno, e che dovrebbero essere a mio parere i due ingredienti fondamentali di ogni buon festival. Ingredienti che, duole dirlo, sono costantemente mancati in questi anni al Festival di Roma.
