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domenica 21 aprile 2013

15° FEFF - Il cinema e la tortura. Riflessioni a partire da "National Security" di Chung Ji-Young


Il mio commento stavolta sarà piuttosto breve, e non rientrerà all'interno di una vera e propria recensione. Tuttavia, sentivo la necessità di abbozzare una riflessione a partire dal film appena visto al Far East Film Festival di Udine, National Security, del regista sud coreano Chung Ji-Young.
Una riflessione che, in realtà, non potrà che essere parziale e, per l'appunto, appena abbozzata, dal momento che va a toccare una questione complessa e stratificata che non può essere affrontata nello spazio di poche righe: la relazione tra il cinema e la tortura o, meglio, la possibilità per il cinema di restituire allo spettatore in modo "efficace" la tortura.

lunedì 8 aprile 2013

IN SALA - "Come un tuono", di Derek Cianfrance


È curioso, ma se avessi scritto questa recensione a caldo, appena uscito dalla sala dopo aver visto il film, il mio giudizio sarebbe stato decisamente meno positivo. Evidentemente Come un tuono necessita di qualche ora di decantazione; richiede allo spettatore di "dormirci su". 
Ed ecco che al risveglio l'effetto è stato sorprendente: alcuni tratti della storia erano sfumati, alcuni snodi narrativi - retorici - meno convincenti avevano perso di importanza, e alcune immagini si erano impresse nella mente con forza, scolpendo mediante il loro accostamento virtuale quelle che sono alcune sensazioni chiave che il film vuole imprimere nello spettatore. E se si pensa poi che Derek Cianfrance è stato allievo di Stan Brakhage, tutto ciò appare decisamente meno casuale, come se la scelta di optare per un cinema narrativo non avesse comportato la rinuncia ad un meticoloso lavoro sull'immagine che si anima sotto pelle e che - in forma attenuata, non più sperimentale - sembra riecheggiare quell'intensa esperienza formativa.